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EDITORIALI - Editorials

Volume:

Biochimica Clinica, Vol. 47, SS2 S6-7

Pubblicato on-line:

November 20, 2023

DOI:

10.19186/BC_2023.087

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Il futuro della Medicina di Laboratorio e dei suoi Professionisti

AUTORI

Tommaso Trenti1, Marcello Ciaccio2, Laura Sciacovelli3, Maria Stella Graziani4
1Dipartimento di Medicina di Laboratorio Ausl e AOU di Modena
2Dipartimento di Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica Avanzata (BiND), Istituto di Biochimica Clinica, Medicina Molecolare Clinica e Medicina Clinica di Laboratorio, Università di Palermo
3Medicina di Laboratorio, Università-Ospedale di Padova
4Sezione di Biochimica Clinica, Università degli Studi di Verona

ABSTRACT

Il futuro della Medicina di Laboratorio e dei suoi Professionisti
Tommaso Trenti1, Marcello Ciaccio2, Laura Sciacovelli3, Maria Stella Graziani4
1Dipartimento di Medicina di Laboratorio Ausl e AOU di Modena
2Dipartimento di Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica Avanzata (BiND), Istituto di Biochimica Clinica, Medicina Molecolare Clinica e Medicina Clinica di Laboratorio, Università di Palermo
3Medicina di Laboratorio, Università-Ospedale di Padova
4Sezione di Biochimica Clinica, Università degli Studi di Verona

 

 

Nel 2023, il Consiglio Direttivo di SIBioC ha deciso di organizzare una Conferenza Strategica sulla professione per discutere del futuro della disciplina e dei suoi professionisti. La base di partenza della Conferenza sono stati i due Manifesti pubblicati qualche anno fa a cura di Plebani et al. (1,2) che hanno appunto affrontato il problema, proponendo due Manifesti in 10 punti, il primo (1) rivolto essenzialmente ai professionisti della Medicina di Laboratorio, il secondo (2) mirato più alla diffusione dei concetti elencati ad ogni altra parte interessata (clinici, amministratori, pazienti). Ai relatori invitati è stato richiesto di illustrare e commentare i punti trattati nei due Manifesti.
La Conferenza si è tenuta a Roma nel maggio 2023 con grande interesse e coinvolgimento dei partecipanti. Successivamente, è stato chiesto ai relatori di trasformare le loro presentazioni in contributi per un volume monografico dedicato della rivista societaria, allo scopo di dare la più ampia diffusione possibile alle idee emerse durante il Convegno, all’interno della nostra comunità scientifica.
La successione degli articoli nella monografia riprende la sequenza delle presentazioni alla Conferenza.
L’introduzione al tema e alla conferenza è di Plebani M. (3) che illustra appunto la struttura della conferenza proponendo anche alcune integrazioni e aggiornamenti ai contenuti dei due Manifesti, in considerazione degli sviluppi recenti avvenuti sia all’interno dei sistemi sanitari che dei laboratori clinici. L’Autore pone l’accento sulla necessaria cooperazione futura tra le molte e diverse parti interessate (Centri accademici, Società scientifiche, Enti amministrativi e organizzativi) con il fondamentale contributo delle associazioni dei cittadini e dei pazienti, per affrontare queste sfide.
A seguire abbiamo il contributo di Ceriotti F. (4) sulla assoluta necessità di implementare programmi di standardizzazione e armonizzazione che coinvolgano l’intero processo di produzione dei dati (dalla fase pre-pre-analitica alla produzione del referto e all’ausilio alla interpretazione dello stesso) al fine di migliorare l’accuratezza e la confrontabilità delle informazioni contenute nei risultati di laboratorio, proponendo alcune azioni concrete. L’opinione successiva di Buoro et al. affronta uno specifico aspetto della armonizzazione, quello relativo alla produzione del referto (5), descrivendo il quadro normativo italiano ed europeo all’interno dei quali è necessario operare e ponendo l’attenzione alla gestione delle nuove tecnologie digitali nella elaborazione dello stesso. L’attività di consulenza che il laboratorio può e deve fornire ai colleghi clinici (laboratory stewardship) è una parte fondamentale e preziosa della professione ed è il tema affrontato da Montagnana et al. (6). Nel contributo, dopo una precisa analisi dello stato dell’arte, utilizzando il modello di analisi SWOT, vengono proposte strategie per assicurare valore sia alla richiesta che al referto attraverso appunto attività di consulenza. Tra queste vanno menzionate le attività di armonizzazione, la creazione (e la partecipazione) ai gruppi multi-disciplinari, l’utilizzo delle tecnologie digitali e lo sviluppo della diagnostica integrata.
Nell’ opinione successiva di Napolitano et al. (7), viene discussa la necessità di riorganizzare i Servizi di laboratorio secondo le necessità del paziente piuttosto che dell’organizzazione stessa, e viene portato un interessante esempio pratico di come il coinvolgimento del laboratorio in un lavoro di squadra abbia condotto, durante la recente pandemia, alla soluzione degli enormi problemi legati alla diagnostica virale, procedendo con efficienza ed efficacia. Il problema degli errori diagnostici è affrontato nel contributo successivo di Giavarina et al. (8); l’errore diagnostico ha ricevuto storicamente meno attenzione dell’errore terapeutico, ma coinvolge profondamente i professionisti di laboratorio e i pazienti stessi. Gli autori, sulla base del documento “Improving Diagnosis in Health Care” (National Academies of Sciences), illustrano in modo preciso, con esempi relativi alla Medicina di Laboratorio, gli 8 goal che dovrebbero essere perseguiti per migliorare le diagnosi e ridurre gli errori diagnostici. Anche in questo caso, il contenuto degli 8 goal riflette molti dei punti indicati nel manifesto. La frammentazione dei dati diagnostici e la loro produzione all’interno delle singole discipline diagnostiche possono portare a conseguenze negative come ad esempio difficoltà o ritardo nell’emettere la diagnosi. La diagnostica integrata che mira al raggruppamento in un unico referto dei dati di laboratorio, di anatomia patologica e delle tecniche di imaging, è affrontata nell’articolo seguente a cura di Plebani et al. (9). Gli autori discutono le difficoltà, ma anche le enormi potenzialità di un tale processo, che peraltro richiede impegni aggiuntivi ma stimolanti quali “… modelli formativi innovativi, nuove conoscenze e competenze professionali e la disponibilità a far parte di équipe diagnostiche multidisciplinari” (9). L’aspetto finanziario delle attività del laboratorio clinico è affrontato da Trenti et al. (10) in una rassegna che, discutendo la necessità di sviluppare nuovi modelli di rimborso, esamina le diverse possibilità in grado di discostarsi dal modello attuale del “pagamento a singola prestazione”, così penalizzante e limitante per i laboratori. Tali modelli dovrebbero essere presi in seria considerazione dalle diverse parti interessate, in quanto sono tutti basati sul valore delle informazioni di laboratorio piuttosto che sulla loro numerosità. L’innovazione in Medicina di Laboratorio è discussa nella opinione di Ciaccio et al. (11); per decenni, sottolineano gli Autori, le attività di laboratorio si sono rivolte quasi esclusivamente agli aspetti analitici. Tuttavia la disciplina sta evolvendo verso una dimensione non più “specimenen centered”, ma piuttosto “patient-centered” collaborando con i clinici di riferimento dalla richiesta dell’esame alla sua interpretazione, nell’ intento di migliorare gli esiti del paziente. L’innovazione è il cardine di questo processo che include la gestione delle nuove tecnologie, e delle scienze “omiche”, il coinvolgimento di molte e diverse figure professionali, fino alla creazione di referti integrati che accumunino i risultati delle diverse diagnostiche.
La rilevanza delle diverse figure professionali che operano all’interno del laboratorio è sottolineata nell’Opinione di Sciacovelli et al. (12) che pone l’accento sulla centralità degli operatori nel gestire le sfide che un sistema in tale rapido cambiamento come quello sanitario, pone. In realtà, riflettono gli Autori, dobbiamo essere consapevoli che la creazione del valore in Medicina di Laboratorio, è strettamente legata alla competenza, alla preparazione e alla dedizione dei professionisti che vi operano; questi dovranno essere preparati attraverso percorsi specifici di formazione e adeguatamente motivati per questi cambiamenti.
A chiusura della Conferenza, Lippi G. (13), l’altro autore italiano dei Manifesti, riflette che mentre alcuni aspetti dei punti elencati nei Manifesti hanno beneficiato di sostanziali miglioramenti, altri sono rimasti più o meno irrisolti. Il cardine centrale della necessaria evoluzione della professione, è lo spostamento dalla semplice produzione di dati alla produzione di valore (il professionista deve diventare il “gestore dell’informazione clinica, catalizzatore di conoscenza, team leader, guardiano della qualità ed amministratore di beni pubblici, supporto esperto al paziente”) (12). La sfida attuale è come far percepire questi nuovi ruoli alla società civile e alle parti interessate. Le Giornate del laboratorio, già promosse a livello internazionale ed Europeo che coinvolgono la cittadinanza e periodici incontri con i decisori amministrativi e politici, potrebbero essere un buon punto di partenza.
Riteniamo che questo monografico che riassume il pensiero della nostra Società sulla evoluzione futura della professione, possa essere un valido supporto a tutti coloro che, impegnati in prima linea nei laboratori, sono interessati al futuro della disciplina e della professione, nonché alla costruzione di un Sistema Sanitario innovativo, sostenibile e più equo per i cittadini e i pazienti.
Come nota editoriale finale, rammentiamo ai nostri lettori che i contributi in lingua Inglese sono provvisti anche della traduzione in Italiano, al fine di garantire a tutti i nostri Soci la massima fruibilità.

Buona lettura

 

BIBLIOGRAFIA

BIBLIOGRAFIA
Plebani M, Laposata M, Lippi G. A manifesto for the future of laboratory medicine professionals. Clin Chim Acta 2019;489:49-52.
Plebani M, Laposata M, Lippi G. Driving the route of laboratory medicine: a manifesto for the future. Intern Emerg Med 2019;14:337-40
Plebani M. Introductory remarks and future perspectives. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S8-11.
Ceriotti F. Promuovere l’accuratezza e la confrontabilità delle informazioni di laboratorio attraverso programmi di armonizzazione e standardizzazione. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S12-20.
Buoro S, Da Rin G, Plebani M. Trasformare i risultati in informazioni, armonizzazione del referto. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S21-7.
Montagnana M, Rolla R. Sviluppare una affidabile attività di consulenza. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S28-35.
Napolitano G, Vitullo E. Facilitare un più efficiente lavoro di squadra e promuovere un attivo coinvolgimento nei gruppi multidisciplinari. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S36-40.
Giavarina D, Vidali M. Collaborate to the reduction of diagnostic errors. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S41-8.
Plebani M, Ciaccio M. Combine data of all laboratory subspecialties and diagnostic imaging in the same report. Integrated diagnostics: a vision for the future of laboratory medicine. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S49-53.
Trenti T, Plebani M. Promuovere lo sviluppo di nuovi modelli di rimborso basati sul valore delle informazioni di laboratorio. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S54-65.
Ciaccio M, Salvatore F. Promoting innovation in Laboratory Medicine. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S66-8.
Sciacovelli L, Santini SA, Plebani M. Developing and enhancing all the professional activities for a successful future of Laboratory Medicine. Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S69-73.
Lippi G. A manifesto for the future of laboratory medicine: what remains to be done? Biochim Clin 2023;47 Suppl2:S73-7.

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