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NOTIZIE SIBioC – SIBioC News

Volume:

Biochimica Clinica, 48 (3) pag 301-302

Pubblicato on-line:

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Ricordo di Francesco Aguzzi

AUTORI

ABSTRACT

Lo scorso 11 luglio Francesco Aguzzi ci ha lasciato; è questa una grande perdita per tutti quelli che hanno condiviso con lui un tratto importante della sua vita professionale e non solo. È stato un amico caro, un prezioso collega e un Maestro per molti di noi.
Francesco è stato Direttore del Laboratorio dell’Ospedale di Stradella (Pavia) per molti anni e docente alla scuola di specializzazione di Medicina di Laboratorio dell’Università di Pavia. Tuttavia, il ricordo che più ci lega a lui riguarda la sua instancabile e intelligente attività nel campo della Diagnostica Proteica, sia a livello nazionale che internazionale, svolta all’interno della nostra Società per moltissimi anni.
Francesco ha infatti fatto della formazione e della diffusione della conoscenza in questo settore della Medicina di Laboratorio uno degli obiettivi principali della sua vita professionale e lo ha perseguito con una serie di iniziative innovative e di grande lungimiranza. La prima è stata, nel lontano 1983, l’apertura di una rubrica fissa sul Notiziario SIBioC (precursore di Biochimica Clinica, con la Direzione di Norberto Montalbetti) denominata “L’angolo dell’elettroforesi”, Questo spazio permetteva ai lettori di scambiare opinioni, condividere casi clinici e affrontare problemi analitici con tracciati elettroforetici oscuri o insoliti. La rubrica, che ha chiuso dieci anni dopo, è stata una palestra di scrittura e dibattito per molti di noi, sotto la sua attenta supervisione.
Tuttavia, la creatura di Francesco più vivace e longeva e che ha maggiormente influito sulla evoluzione delle conoscenze in questo campo in Italia, è stato sicuramente il corso annuale “Le Proteine: dal laboratorio alla clinica” da sempre caratterizzato da una interazione importante tra docenti e discenti e dal coinvolgimento costante di colleghi clinici. Una delle caratteristiche del corso voluta da Francesco era, e rimane, la sede itinerante, allo scopo di dare a tutti i soci l’opportunità di partecipare attivamente, e di scoprire sempre nuove meraviglie artistiche e paesaggistiche italiane. Il corso è tutt’ora vitale ed è arrivato quest’anno alla 29° edizione. Centinaia di colleghi hanno partecipato negli anni a questi incontri imparando ad operare correttamente in questo settore dove la tecnica analitica è strettamente legata ai risvolti interpretativi e clinici. Se la Diagnostica Proteica ha conquistato un primato scientifico in Italia e all’estero questo è sicuramente dovuto alla diffusione delle conoscenze acquisite in questi corsi. Tra i tanti insegnamenti che Francesco ci ha lasciato, ricordiamo la sua propensione al dibattito aperto, sempre improntato al rispetto e alla costruttività, e il rigore scientifico con cui ogni opinione doveva essere supportata da evidenze solide. Dopo il suo pensionamento, la programmazione scientifica del corso è passata ad un gruppo di noi. La foto che qui lo ritrae assieme a Joachim Kohn, padre dell’acetato di cellulosa, è emblematica del coinvolgimento sovranazionale dei docenti del corso fin dalle primissime edizioni, nonché dei contatti internazionali che Francesco era riuscito a creare con successo partendo da un ospedale periferico come quello di Stradella. La seconda fotografia lo ritrae assieme a Giampaolo Merlini e Marcella Savoia, durante il corso tenutosi ad Amalfi nel 1992.
Inoltre come Coordinatore del Gruppo di Studio societario “Proteine” per moltissimi anni (fino al 2003 quando il coordinamento è stato assegnato a Giampaolo Merlini), ha focalizzato l’attività del gruppo sulla diffusione di Raccomandazioni e Linee Guida che indirizzassero l’operato dei colleghi nell’ambito della Medicina basata sull’ evidenza, quando ancora il termine non era in uso. La prima raccomandazione è del 1985 e ne sono seguite poi moltissime altre (la più recente, sulla armonizzazione del referto, è stata pubblicata sul nostro giornale quest’anno). Molti elementi di queste prime raccomandazioni sono tutt’ora assai validi quali l’appropriatezza della richiesta, l’armonizzazione del referto, la creazione di un referto interpretativo e l’autonomia del laboratorio nel proseguire con le indagini nei casi in cui è necessario per giungere ad una conclusione diagnostica certa (i test riflessi!).
Questo a testimonianza di quanto illuminata e all’avanguardia sia stata la visione di Francesco del ruolo del laboratorio clinico. Ha infuso energia e passione nella trasmissione della conoscenza a centinaia di giovani colleghi che sono stati poi in grado di creare un proprio percorso professionale di successo sulla base dei suoi insegnamenti.
L’ intensa attività educativa si è associata ad una importante attività di ricerca nell’ambito della diagnostica proteica con collaborazioni internazionali che hanno prodotto lavori di riferimento nel campo. Di particolare rilievo è stato lo sviluppo di tecniche innovative come l’immunosottrazione, oggi ampiamente utilizzata per la caratterizzazione delle componenti monoclonali in elettroforesi capillare.
Francesco era un uomo di vasta cultura e accanto alla sua vita professionale ha coltivato molti altri interessi.
È stato ad esempio un grande esperto di Romanico, partecipando come protagonista alla vivace stagione culturale di Pavia negli anni ’70-’80 che ha visto coinvolti archeologi di tutta Europa. I suoi studi sui bacini medioevali, provenienti dal medio Oriente, e che abbelliscono le facciate di tutte le chiese romaniche pavesi rimangono un riferimento. Dopo il suo pensionamento ha organizzato con l’entusiasmo che gli era congegnale, una serie di viaggi riunendo diversi amici alla scoperta di chiese e reperti romanici poco noti in Italia e anche all’estero. La terza fotografia testimonia un momento di questi bellissimi ed istruttivi viaggi di gruppo.
Francesco era persona schiva, non interessato a cariche e posizioni di potere, dotato di bonaria ironia, intelligenza acuta e con grande capacità di coltivare relazioni che gli hanno guadagnato tanti amici nazionali ed internazionali.
Era facile volergli bene, certi di essere ricambiati.

Averlo avuto come Maestro ed amico è stato un grande previlegio per tutti noi; consegniamo questo ricordo a tutti coloro che l’hanno conosciuto ed apprezzato nel corso della sua vita così piena e fruttuosa.

Giampaolo Merlini (Pavia)
Alberto Dolci (Milano)
Maria Stella Graziani (Verona)
Michele Mussap (Padova)
Concetta Petrini (Milano)

 

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